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    Ferrata senza confini

    29 agosto 2009

    Dal Passo Monte Croce Carnico, lasciare la macchina dopo la galleria stradale, prima del passo sulla sinistra.
    Superare a piedi la ex dogana e appena prima della galleria in territorio austriaco, salire per la traccia sulla sinistra. Salire per un sentiero tra erbacce e sassi fino a raggiungere poco dopo l'inizio del bosco. Attraversare ora a destra tra sottobosco e rocce. Salire ancora un poco e poi si inizia a scendere fin sopra la galleria stradale.

    Da qui si incontra il sentiero segnato che sale dal lato austriaco. Salire abbastanza ripidamente nel bosco rado, girando ad un certo punto sulla sinistra. Salire ancora un poco fino ad una grotta. Da qui iniziano le prime corde fisse.

    Seguirle brevemente fino all'imbocco della galleria. Da qui entrare e seguire il percorso, facendo attenzione al fondo spesso bagnato e comunque spesso coperto da sassi, che smossi potrebbero colpire chi sta sotto. La galleria è abbastanza lunga, anche perchè i suoi 180 metri di sviluppo (110 di dislivello) sono molto ripidi, a volte verticali, la torcia è un buon requisito, soprattutto per la prima parte, mentre nella seconda molte ferritoie si intervallano, lasciando la visibilità anche a chi ne è sprovvisto. Raggiunta l'uscita della galleria (abbastanza caratteristica, perchè stretta), si sale ancora con le corde per un piccolo tratto.

    Poi un sentiero sale tra erba e mughi e grossi blocchi di calcare, fino ad incrociare il sentiero che sale sempre dal Passo Monte Croce, ma dal versante italiano e che evita di fare la galleria di guerra.

    Da qui continuare a salire su un'ambiente simile al precedente, per poi diventare pietraia e zolle erbose, fino alla base di un evidente diedro, dove ha inzio la via ferrata "Senza confini". Un primo tratto verticale di corde mette in allerta l'alpinista non preparato a questa ferrata. Nella prima parte il diedro è caratterizzato da roccia rotta e ben appigliata, ma la seconda parte invece si identifica nella verticalità e tecnica di aderenza dell'arrampicata.

    Una corda ed alcuni scalini in ferro permettono di superare la parete che altrimenti metterebbe in difficolta anche un arrampicatore. In alcuni tratti la mancanza di scalini richiede l'utilizzo della corda e delle scarpe in aderenza come unico mezzo di progressione.

    Superato lo spigolo l'arrampicata per un berve tratto si fa più facile con bellissime lame di puro calcare. Superata ancora una paretina si effettua una traversata su delle placche fessurate che richiedono l'uso di una buona tecnica di arrampicata (altrimenti bisogna tirarsi sulla corda). Dopo questo passaggio si presenta il primo dei due tratti strapiombanti. Una corda aiuta a superare una parete leggermente strapiombante, nessun piolo o scalino facilita questo tratto, solo una buona tecnica di opposizione e un'atletico passaggio, permettono di raggiungere un tratto più semplice e quindi la cresta.


    Qui la salita diventa molto più semplice, anche se qualche passagio più impegnativo si intervalla a qualcuno più semplice. La cresta prosegue ancora tra bellissime placce di calcare e grossi massi, mantenendosi sempre sullo spigolo di confine.
    Si scende ora fino ad una forcelletta e si risale subito su belle pareti ricche di appigli, fino al secondo passagio difficle: un'altra parete leggermente strapiombante. In questo caso però almeno nella prima parte una serie di scalini di ferro aiutano a superare la verticalità, successivamente invece, solo una buona tecnica di aderenza e buone braccia (sulla corda) permettono di raggiungere la parte successiva del passaggio, dove le difficoltà si abbassano.

    Si risale, quindi, fino ad una nuova cresta e si supera sulla sinistra il suo filo, dove la corda cessa, per riprendere poco oltre. Un tratto breve di corda aiuta la discesa su una forcella su due versanti relativamente ripidi, uno stretto sentiero permette di raggiungere la parete successiva. Quindi il tratto attrezzato riprende su una parete verticale , salendo ancora su difficoltà mediamente impegnative. Ancora con percorso continuo la ferrata conduce su un'ampio terrazzo dove termina.

    Da qui seguendo il sentiero, un'ultimo tratto attrezzato conduce fino al bivio per la cima di Creta di Collinetta. Una leggera deviazione di una ventina minuti conduce, tra resti della Grande Guerra sulla Cima, dove lo sguardo fugge (se il tempo lo permette) sia verso l'Austria che tra le Cime delle Carniche della Zona (Pal Piccolo, Gamspitze ed altre), se volete un consiglio, andate in cima. Ritornando quindi sulle nostre tracce raggiungiamo il sentiero abbandonato precedentemente e proseguiamo, superando un crinale. Quindi seguiamo ancora il sentiero che inizia a scendere attraverso un ripido vallone per alcune curve, ritornando pianeggiante.

    Qui ci sono 2 possibilità:
    Seguire il sentiero e successivamente scendere (richiede di salire e poi scendere), oppure scendere per tracce più ripide e delicate, ma che permettono di guadagnare un po di tempo.
    Seguiamo la seconda strada e prima su ghiaino e terra, e poi su pietraia, perdiamo velocemente quota, successivamente il sentiero si fa meno ripido, il ghiaino e la terra, lasciano il posto a zolle erbose e dopo ancora un ultimo tratto si raggiunge il sentiero che avevavmo abbandonato prima. Da qui si scende a mezza costa verso la già ben visibile strada del Passo Monte Croce Carnico.

    Raggiunta la deviazione con il sentiero che porterebbe all'attacco della ferrata Senza confini, continuamo a scendere, superando un ponticello in legno. Da qui sfruttando alcune scorciatoie, perdiamo velocemente quota, tra un bel paesaggio d'alpeggio. Infini si entra nel bosco e con un bel sentiero in  parte lastricato si raggiunge facilmente il parcheggio del passo, da cui eravamo partiti.

    <b>Percorso</b>:
    Passo Monte Croce Carnico - Ferrata Senza Confini - Cima Creta di Collinetta - Passo Monte Croce Carnico 5 ore

    Effettuata il 30 agosto 2009 (42° Corso di Alpinismo del CAI Padova).

    Caratteristiche dell'escursione
    molto impegnativa
    1000 m circa
    attrezzatura da ferrata (eventualmente uno sezzone di corda)
    5 ore
    Bella escursione, impegnativa e su ambienti storici

    <b>
    </b>

    Autore: Federico Bernardin

    Categoria: Ferrate impegnative

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