Archivio

    Categorie

    settembre 2007
    l m m g v s d
        nov »
      1 2
    3 4 5 6 7 8 9
    10 11 12 13 14 15 16
    17 18 19 20 21 22 23
    24 25 26 27 28 29 30

    Anello del lago di Neves

    15 settembre 2007

    Sentiero tra il rifugio Porro e Ponte di Ghiaccio

    Elemento segnaletico (arch. Bernardin)

    Arriviamo a Lappago verso le 17 e vediamo che la strada si restringe, diventa sempre più strette e le indicazioni ci informano che siamo sul percorso giusto: "lago di Neves".
    Ad un certo punto incrociamo un altro veicolo e riusciamo a spostarci quel tanto che basta per farlo passare. Infine arriviamo ad un semaforo che serve a gestire il senso unico alternato, in quanto la strada è talmente stretta che 2 macchine non potrebbero passare. 
    L'attesa è lunga. ma viene subito ripagata dal meraviglioso panorama che si apre ai nostri occhi, il lago è meraviglioso, è una perla blu incorniciata tra magnifiche vette glaciali della conca di Neves.Arriviamo all'ultimo parcheggio e lasciamo la macchina.

    Iniziamo ad effettuare il percorso che in un paio di chilometri permette di effettuare il periplo del lago. Finalmente riesco a vedere i posti che ho sempre sperato di vedere, ed ecco che tornano alla memoria il nome di cime mai viste, ma profondamente conosciuto attraverso scritti e guide. Ma non possiamo fare altro che iniziare a camminare attorno al Lago restando meravigliati dei colori che assume l'acqua. Un sentiero molto bello permette di camminare tutt'attorno al lago attraversando infine una diga di ben 90 metri di altezza.

    Passiamo la notte nel nostro camper fatto in casa (in pratica la nostra focus adattata a camper, ma questa è un'altra storia). Alla mattina, dopo una brevissima colazione, ci lanciamo sul nostro percorso, per ora è il rifugio Giovanni Porro alla forcella di Neves.

    Arriviamo alla fine del lago e seguiamo le indicazioni per la nostra meta, seguendo una stradina careggiabile. Si potrebbe anche tagliare la strada attraverso un sentiero segnato, ma noi perferiamo seguire la strada, anche perchè di tempo ne abbiamo ancora molto. Abbastanza rapidamente acquistiamo quota e dopo una serie di tornanti raggiungiamo un alpeggio con bellissime malghe (forse il termine non si addice molto). Da qui il sentiero risale un dosso attrraverso un sentiero lastricato con grandi pietre (ma come hanno fatto?), ed infine raggiungiamo il pianoro da cui vediamo il rifugio. 

    E' proprio lì ad un passo, almeno così sembra, ma in realtà ci mettiamo ancora 15 minuti su un sentiero a tratti ripido a tratti pianeggiante. Infine arriviamo alla nostra meta, proprio nel momento in cui un gruppo di giovani altoatesini che hanno passato la notte qui, ritornano verso casa. Anche questo rifugio è gestito da personale rigidamente altoatesino, che chiaramente parla tedesco, ma subito ci stupiamo, il gestore viene verso di noi e ci saluta. Ricambiamo il saluto ed ecco che inizia una chiacchierata sulla nostra provenienza e dove dobbiamo andare. Ci parla della figlia che studia a Padova, luogo da cui noi proveniamo e dove dobbiamo essere entro sera. Ci porta dentro il rifugio e ci mostra con orgoglio  una dispensa di un professore di geologia  di Padova che viene ogni anno per 6 mesi a fine stagione per studiare un ghiacciao ad un'oretta dal rifugio.

    Alla fine il gestore ci consiglia di non tornare dalla stessa direzione in cui siamo saliti, ma di iniziare il percorso in alta quota che collega il rifugio Porro con il rifugio Ponte di Ghiaccio, o almeno di farne metà e poi scendere al lago. Dopo averci mostrato il percorso su una cartina, io e mia moglie valutiamo e decidiamo, anche se il tempo non promette nulla di buono, di iniziare la traversata.

    Dopo aver salutato il gentilissimo gestore del rifugio, iniziamo la salita e seguiamo il sentiero numero 1 prima tra pendii erbosi poi su terreno roccioso con la presenza di qualche cavo di acciaio (spesso inutile). Risaliamo per un buon 150 metri di dislivello il pendio che precede la conca glaciale alla base della vedretta di XXX (vi ricordate il professore di geologia?), da qui iniziamo una breve discesa e attraversiamo il torrente che scende dal ghiacciaio su un ponticello fatto da un grosso tronco ed attrezzato dal nostro simpatico gestore.

    Iniziamo la traversata della conca e iniziamo a scendere, prima tra sassi e poi tra grosse pietre, fino ad arrivare sul bordo del circo glaciale, da qui è necessario scendere per superare un crestone roccioso, poco oltre superiamo una cascata alla sua base. Appena dopo troviamo le indicazioni per il lago di Neves che è incastonato come una perla 500 metri più in basso. Di comune accordo, decidiamo di procedere, oltra la nostra meta è il rifugio Passo Ponte di Ghiaccio. 

    Il sentiero incomincia a risalire per recuperare il dislevello perso precedentemente, e poi in piano attraversa i pendii che scendono dalla cima del Mosele sopra di noi. Riamaniamo sempre più allibiti dalle difficoltà che devono essersi trovati coloro che hanno sistemato il sentiero, creando un vero e proprio ciotalato ma con pietrini che peseranno almeno 300 KG.

    Il sentiero scende e sale attraversando alti circhi, valloni e superando alla base tutte i costoni rocciosi che separano i vari circhi. Quando inziamo a domandarci quanto manca alla fine, ecco che inizia a vedersi la valle che sale dal lago verso la forcella in cui è posto il rifugio.

    Ogni volta che superiamo un costone roccioso, sembra che sia l'ultimo e pensiamo di vedere il rifugio, ma infine ecco la forcella, ma una nuvola ci blocca la visione del rifugio. Nel frattempo una leggera piogerellina, spinta dal vento che arriva dal passo, ci inizia a bagnare e allora decido di tirare fuori un ombrellino che intelligentemente ci eravamo portati via. Ma ecco la nuvola se ne va e la nostra meta si materializza, solo una cascata attrezzata con un cavo d'acciaio e un rettangolo di ferro ci permette di superare l'ultimo ostacolo e in breve arriviamo al rifugio.

    Il rifugio Passo Ponte di Ghiaccio in relatà si chioama Edelraute Hutte, dal nome della sezione del OAV di Vienna che lo ha eretto più di un secolo fa. Siamo stati noi Italiani che lo abbiamo tradotto con quel nome e poi ritradotto in EisbrukeHutte, ma allora chiamiamo col suo nome: Edelraute Hutte.

    Ora sia per il tempo che sta peggiorando sia per il percorso automobilistico che ci aspetta decidiamo di iniziare velocemente la discesa. Dal rifugio si scende subito velocemente su alcuni grossi massi pervenendo sul fondo della valle, il tempo resta ancora brutto, anzi peggiora, ma la discesa è abbastanza ripida e non facciamo in tempo a raffredarci, seguendo quindi il lato sinistro orografico della valle il sentiero in leggera discesa si porta verso l'ormai visibile lago di Neves.

    Ora con una serie di tornanti su grossi massi si raggiunge il fondo valle prativo equindi con un buon sentiero si supera un pianoro verdeggiante fino al limitare del bosco. Da qui entrando nel bosco si scende velocemente su un sentiero serpeggiante di fianco al torrente, ed infine arriviamo al ponticello sulla sponda del bellissimo lago. Per chiudere questa bellissima giornata non ci resta che raggiungere l'auto sul lato opposto del lago.

    <b>Percorso</b>:
    Lago di Neves - rifugio Porro: 1.30 ore
    Rifugio Porro - rifugio Edelraute (Passo Ponte di Ghiaccio): 3 ore
    Rifugio Edelraute (Passo Ponte di Ghiaccio) - Lago di Neves: 1 ora

    Caratteristiche dell'escursione
    facile
    700 m
    normale dotazione per escursioni
    7.30 ore
    Escursione di soddisfazione con ottimo panorama

    <b>
    </b>

    Elemento segnaletico (arch. Bernardin)

    Lago di Neves (arch. Bernardin)

    Rifugio Porro (arch. Bernardin)

    Sentiero nella parte centrale (arch. Bernardin)

    Lago di Neves (arch. Bernardin)

    Lago di Neves (arch. Bernardin)

    Rifugio Ponte di Ghiaccio da lontano (arch. Bernardin)

    Rifugio Ponte di Ghiaccio (arch. Bernardin)

    Indicazioni nei pressi del Rifugio Ponte di Ghiaccio (arch. Bernardin)

    Autore: Federico Bernardin

    Categoria: Escursioni Facili

    lasciate un commento

    2 Risultati per “Anello del lago di Neves”

    1. Federico scrive: Ciao Jacopo,
      io cerco sempre di essere il più fedele possibile. Concordo con te quei posti sono veramente favolosi!!

      1
    2. jacopo scrive: Complimenti per la descrizione... mi rievoca il percorso fatto nell'agosto 2009 (solamente però fino al rifugio Porro) con la mia famiglia: moglie, bimba di 9 mesi nella zaino e fedele amica a 4 zampe (Luna)!!! Il solo ricordo di quelle "vette" mi rallegra.

      Un saluto da Firenze.

      2

    Lascia una Risposta

    I campi indicati con * sono obbligatori.

    ricordati i miei dati

    Immagine CAPTCHA per prevenire lo SPAM